
Luogo :
la serie parte dal deserto africano per portare il protagonista principale,
sempre in movimento, in giro per il mondo.
Presupposti scientifici :
i dinosauri (vissuti nel Mesozoico, periodo della durata di circa 170
milioni di anni, durante il quali i dinosauri si sono evoluti per circa
150 milioni di anni) e la loro estinzione (datata attorno a 65 milioni
di anni fa); gli scavi paleontologici ; elementi di fisiologia umana e
dei sauri ; elementi di storia delle civiltà e di antropologia culturale
; ipotesi scientifica sulla possibilità evolutiva dei sauri.
Protagonista principale e specie sauro sapiens:
E’ un Sauro Sapiens, vale a dire la nostra controparte intelligente
dell’epoca dei grandi sauri. Fisicamente corrisponde, grosso modo, all’ipotesi
di sauro intelligente ipotizzata da Dale Russel dopo lo studio su un dinosauro
chiamato Stenonychosaurus Inequalis, trovato nel 1968 negli strati cretacici
(da 135 a 65 milioni di anni fa) vicino al Dinosaur Provincial Park nell’Alberta
(Canada). Quel dinosauro faceva parte del gruppo dei coelurosauri, quindi
bipede e carnivoro (ma dallo stesso gruppo derivano anche i primi erbivori),
con una lunghezza di circa 2 metri, un’altezza di 1, e 40 kilogrammi di
peso, e sembrava avere il pollice opponibile e quindi capacità di
manipolazione. Il dinosauroide di Dale Russel è esposto al National
Museum of Natural Sciences di Ottawa. Le sue caratteristiche sono legate
al possibile sviluppo evolutivo prevedibile (se ci fosse stato il tempo
necessario - e noi sappiamo che il tempo c’è stato, in realtà)
: quindi un cervello e un cranio in qualche modo più grosso di quello
di un dinosauro e, proporzionalmente, corpo e faccia più piccoli.
Il portamento non poteva essere che eretto, la coda quindi non era più
essenziale al bilanciamento, per cui veniva eliminata. Chiaramente la ricopertura
del corpo era data da squame e gli arti anteriori portavano tre dita artigliate
: questo per ricalcare alcune delle caratteristiche tipiche dei sauri.
Inoltre, per non calcare la mano sulle differenze fondamentali, è
anche viviparo ; tuttavia, non avendo mammelle, i piccoli sono sfamati
dal rigurgito dei genitori.
Nella nostra serie il Sauro Sapiens è molto simile all’uomo
: altezza, peso, deambulazione, manualità sono praticamente le stesse.
La pelle è scagliosa, ma, a prima vista, non molto più di
chi ce l’ha così per malattia o lievi alterazioni genetiche. Le
sue capacità intellettive sono invece molto oltre la media umana.
E’ dotato di una sensibilità intuitiva molto forte, pur non essendo
telepate, per cui, in un tempo ragionevolmente breve, riuscirà a
imparare le lingue dei posti in cui si trova. I sauro sapiens erano pochi
rispetto alla quantità degli altri sauri che dominavano la terra.
In parte ciò era dovuto alla coscienza della loro responsabilità
(in quanto esseri intelligenti) rispetto alla vita sul pianeta : da qui
la loro tendenza a limitare la propria diffusione per evitare di interferire
con i cicli naturali delle altre specie e il passaggio dall’alimentazione
carnivora a quella vegetariana. Praticavano regolarmente la cremazione
(anche per questo non abbiamo -ancora- trovato loro tracce fossili) e tutta
la loro tecnologia, per quanto avanzata, era ecologica e biodegradabile
: nulla era in grado di resistere per milioni di anni. Prima del disastro
anche alcuni manufatti sono stati "cristallizzati" nelle rocce di sopravvivenza
per poter essere usati dai primi che si fossero "risvegliati".
Caratteristiche psicologiche :
il Protagonista Principale è tendenzialmente pacifico (la sua
specie si era abituata da centinaia di migliaia di anni a convivere pacificamente
in equilibrio con la natura), ma in grado di combattere con efficacia (anche
con la natura era talvolta necessario lottare e, ovviamente, non tutti
i sauri erano stinchi di santo...), inizialmente spaesato e prudente, per
indole personale coraggioso e generoso. Ovviamente non è detto che
tutti suoi consimili condividano le sue caratteristiche.
Caratteristiche fisiche :
squame a parte, il protagonista principale (date le sue doti di grinta
e autoironia) ricorderà complessivamente Sean Connery. Niente capelli.
La pelle, appena un po’ squamosa (consideriamo che non tutti i sauri avevano
squame : alcuni sembra avessero pelle nuda), sembra solo un po’ rugosa,
anche se da vicino la differenza si nota. Tuttavia il nostro eroe scoprirà
che c’è una malattia della pelle umana che dà una squamazione
visivamente simile, e userà questa malattia come giustificazione
del suo aspetto.
Tema di fondo :
la diversità. Gli umani come si comportano di fronte alla diversità
? C’è molta letteratura su questo argomento. Molta fantascienza
ha esaminato anche le varie ipotesi relative al nostro comportamento di
fronte ad alieni che giungano da altri mondi, magari più evoluti
di noi. Ma pur sempre di alieni si è trattato. In questo caso, invece,
il confronto è con un essere (e forse molti altri) molto più
intelligente e dotato di noi, e che, per giunta, non è un alieno,
ma un abitante di questo pianeta. Anzi, è qui da molto prima di
noi ! Forse si svilupperanno atteggiamenti simili a quelli avuto nei confronti
dei pellerossa ? O che altro ? Saprebbero convivere due specie apparentemente
così diverse ? Ci sono i presupposti per storie ben diverse fra
loro, unite dal filo conduttore delle peregrinazioni del Sauro Sapiens
e dal suo tentativo di integrarsi in un mondo che non è più
il suo, un po’ come si trattasse di un viaggiatore del tempo. La diversità
e la "superiorità" del Sauro rispetto alla media umana, lo costringeranno
a muoversi continuamente di posto in posto, per motivi vicini a quelli
che spingono Hulk a non fermarsi mai ; il vagare continuo lo avvicina anche
al protagonista cinese delle serie televisiva Kung Fu. Questo suo peregrinare
per sopravvivere (e per cercare di riportare alla vita i suoi consimili),
senza dare eccessivamente nell’occhio, per capire bene in quale nuovo mondo
si trovi ora, alla ricerca di un luogo dove possa essere accettato per
quello che è da persone che non si sentano in imbarazzo per le sue
capacità, sfuggendo a ricercatori privi di scrupoli ecc., ci consente
di narrare storie con ambientazioni sempre diverse e di esplorare moltissime
possibilità narrative, pur restando ai tempi nostri e mantenendo,
sotto agli episodi autoconclusivi, una storia di che si dipana di volta
in volta, approfittando di ambientazioni esotiche come di quelle nostrane.
Situazione di partenza :
Durante gli scavi paleontologici nel deserto africano, alla ricerca
di nuovi, più profondi strati contenenti resti di sauri estintisi
65 milioni di anni fa, viene alla luce una grossa roccia, della dimensione
approssimativa di un essere umano. L’aspetto esteriore è simile
a quelle che contengono cristalli. Ormai si è fatta notte e gli
scavatori sospendono i lavori. Durante la notte, per effetto dell’aria
ricca di ossigeno, la roccia comincia a sgretolarsi e ne viene fuori un
individuo. Si tratta di un Sauro Sapiens. Inizialmente è disorientato.
Poi, lentamente, si muove e cerca qualche traccia di vita attorno a sé.
Si avvicina alle tende dei ricercatori che dormono. E scopre così
che il suo mondo non esiste più : una nuova specie ha preso il sopravvento.
Cosa fare ora ? Egli sembra essere l’unico sopravvissuto all’estinzione
dei sauri, avvenuta 65 milioni d’anni prima. Noi scopriamo che fra di essi,
molto, molto prima, una specie di sauri si era evoluta fino a sviluppare
tutte le doti che ci caratterizzano e anche qualcuna di più, dato
che hanno avuto molto più tempo per evolversi. Diventati pacifici,
hanno sviluppato una civiltà che potremmo definire ecologica (per
certi versi affine alla cultura pellerossa, nel suo rapporto stretto con
la natura), tanto da non lasciare tracce che potessero resistere per milioni
di anni. In prossimità dell’evento catastrofico che avrebbe portato
all’estinzione la maggior parte delle specie viventi sulla terra, gli scienziati
Sauri si sono trovati di fronte all’impossibilità di evitarlo. Niente
armamenti atomici e missili da lanciare contro il gigantesco corpo celeste
che si dirigeva verso la Terra... Unica soluzione, unico possibile tentativo
di sopravvivenza, "congelare" (in animazione sospesa, sfruttando alcune
caratteristiche della fisiologia dei sauri e della loro tecnologia) in
contenitori di roccia particolare, il maggior numero possibile di persone
(forse anche di animali, ma questo ancora non lo sappiamo). Gli individui
"cristallizzati" vennero sepolti in profondità, in modo da resistere
all’impatto e alle sue catastrofiche conseguenze e durare nel tempo fino
a che ci fossero di nuovo le condizioni vitali sulla superficie del pianeta.
Ma, come la teoria del caos insegna, le variabili erano troppe per poter
essere tutte calcolate. Così le "rocce di sopravvivenza" sono rimaste
sotterrate molto più a lungo e più in profondità del
previsto (proprio a causa degli stravolgimenti geologici dovuti all’evento
catastrofico) e solo casualmente, grazie agli scavi, sono venuti alla luce
ai giorni nostri. O meglio, per ora uno solo. Uno degli scopi del nostro
Sauro Sapiens sarà, infatti, anche quello di trovare gli altri e
farli tornare alla vita... sempre che gli umani glielo consentano. Ma da
qui in poi gli sviluppi possibili sono innumerevoli. Tramite flashback
scopriremo il passato dei Sauri, così come, con accorgimenti simili,
spiegheremo al nostro eroe i fatti salienti della storia della Terra dopo
la catastrofe e dell’umanità. I fatti di fantasia devono essere
verosimili, mentre quelli storici e scientifici devono essere, semplicemente,
veri.
Stile grafico :
la serie (nella versione a fumetti) si presta ad una rappresentazione
realistica (da Blueberry a Vittorio Giardino), o semi-realistica alla francese
(da Tintin a Spirou). Nonostante la struttura "seria", è possibile
inserire elementi umoristici, ben calibrati rispetto al complesso del racconto,
che, comunque, non deve mai perdere le sue caratteristiche di verosimiglianza.
Meno adatto sarebbe (perché troppo confuso) lo stile supereroistico
con cui è stata resa la versione a fumetti dei disneyani Gargoyles.
Forma editoriale :
se fossimo in Francia, l’ideale sarebbe proprio l’album di 48 pagine
da 8/12 vignette. In un settimanale "contenitore" ci vorrebbero non meno
di 20 pagine a puntata. L’ipotesi di una rivista apposita, con parti redazionali
di approfondimento sui temi ecologici, scientifici e storici che man mano
vengono affrontati nel corso del racconto, sarebbe sicuramente originale
nel panorama italiano, mentre in quello europeo si inserirebbe nel filone
della rivista tipo Vecu, o, per altri aspetti, Picsou Magazine.
I tre cicli :
il racconto prevede una possibile divisione in tre parti. Nel primo
ciclo (quello illustrato fin qui) si tratta del risveglio del primo Sauro
sapiens, del suo rapporto con la paleontologa che per prima si rende conto
di cosa può essere successo, della sua disperata ricerca di altri
sopravvissuti, della fuga in giro per il mondo ecc. Nel secondo ciclo si
tratta del rapporto tra i sauri e gli umani, degli estremismi dovuti a
concetti tipo di tipo razziale da ambedue le parti, di tutti i problemi
che ne derivano e della soluzione che porta all’unione delle due specie.
Nel terzo ciclo si tratta della nuova civiltà che è sorta
dalla definitiva unione delle due specie, del reciproco scambio, ormai
completo, di tecnologie e caratteristiche psicologiche e psichiche, dell’arrivo
di un gravissimo pericolo alieno che non avrebbe mai potuto essere eliminato
da una delle due specie singolarmente, quasi che la Terra stessa, fin dalla
notte dei tempi, avesse previsto questa minaccia e avesse fatto in modo
che le due specie terrestri s’incontrassero e si fondessero per la sopravvivenza
della vita sul nostro pianeta.
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